SCUOLA DELL'INFANZIA STATALE 

Via Fontana

Locate Triulzi  (Mi)

 

 

 

 

Imparo...

 

...per imparare a crescere!

 

 

 

Anno scolastico 2010/2011

 

 

 

La scuola dell’Infanzia Statale di via Fontana è il primo gradino scolastico dell’Istituto Comprensivo Don Milani.  Essa opera sul territorio comunale avendo presente in parallelo la scuola dell’Infanzia paritaria “Cristina di Belgioioso” e, in corrispondenza di continuità verticale, l’Asilo Nido Comunale e la Scuola Primaria Statale Don Milani. 

La maggior parte dei bambini arriva a scuola dopo aver trascorso i primi anni di vita con i nonni e/o la madre, mentre inferiore è il numero di quelli che provengono dall’esperienza dell’Asilo Nido.

La forte richiesta di iscrizione e la frequenza elevata alla Scuola dell’Infanzia conferma il riconoscimento delle valenze educative e formative di cui è connotata la scuola dell’infanzia: per questo la Scuola dell’Infanzia rappresenta il primo segmento del percorso scolastico.

 

Attualmente la scuola è formata da sette sezioni alcune omogenee altre eterogenee:  in ogni sezione ci sono due insegnanti e una specialista per l’insegnamento della Religione Cattolica che si alterna in tutte le sezioni.

 

L’orario di funzionamento è quello della giornata tipo con le scansioni riportate più avanti, svolto per cinque giorni alla settimana.

 

Le docenti, da anni,  attuano  un orario flessibile che permette la compresenza in alcuni momenti della giornata;  questo favorisce  una migliore organizzazione delle attività.

 

I progetti vengono realizzati sia all’interno delle classi (con la presenza di due insegnanti) sia all’esterno (con insegnante di classe più specialisti).                                                              

 

LA GIORNATA TIPO 

 

Per dare un’idea di come i bambini trascorrono la loro giornata a scuola si elencano di seguito le scansioni della giornata scolastica. Naturalmente tale quadro va inteso in modo flessibile, con riguardo alle attività e  alle  proposte/esigenze  dei bambini.

Ore 7.15/8.00             prescuola  (comunale a pagamento)

Ore 8.00/9.15             ingresso – accoglienza dei  bambini

Ore 9.00/9.15             gioco libero

Ore 9.15/9.30             appello           

Ore 9.30/11.00                       momento di gruppo

                                               occasione di conversazione guidata, letture, canti, ecc.

                                               attività di gruppo  e/o di laboratorio/progetti

                                               momento di gioco spontaneo della classe

Ore 11.00/11.30                     gioco libero o guidato in salone

Ore 11.45/12.45                     pranzo

Ore 12.45/14.00                    gioco libero in salone

Ore 14.00:                              per i piccoli inizia il momento di riposo che durerà fino alle ore 15.15, per i grandi attività specifiche guidate fino alle 15.15

Ore 15.15/15.45                     riordino

Ore 15.45/16.00                     1°  uscita

ore 16.00 -18.00                     doposcuola (comunale, con personale del comune, a pagamento)

 

FINALITÀ DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA 

La Scuola dell’Infanzia Statale di Via Fontana – Locate Triulzi -  concorre all’educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale dei bambini e delle bambine promuovendone le potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento.

 

Rispetta e valorizza i ritmi evolutivi, le capacità, le differenze e le diversità, l’identità di ciascuno.

Essa è orientata essenzialmente alla persona percepita come valore e contribuisce alla realizzazione del principio dell’uguaglianza delle opportunità educative.

 

Essa rispetta la primaria responsabilità educativa dei genitori e  tende a una formazione armonica e integrale della persona come soggetto attivo del proprio crescere  nel mondo in modo progressivamente sempre più consapevole. Individua perciò nel dialogo costante con le famiglie un criterio fondamentale della sua qualità.

 

La Scuola dell’Infanzia tramanda, interpreta i valori nazionali ed  europei ed è aperta alla molteplicità delle culture. E’ disponibile pertanto all’inserimento e all’inclusione delle diversità e differenze;  articola i percorsi formativi impiegando modalità educative personalizzate.

 

Viene progettata e condotta in modo unitario dagli insegnanti.

 

Tutte le attività della Scuola dell’Infanzia sono pertanto finalizzate:

 

 a) alla maturazione dell’ identità personale dei piccoli alunni 

Questa prospettiva consiste nel rafforzamento dell’identità personale del bambino. Ciò comporta sia la promozione di una vita relazionale sempre più aperta, sia il progressivo affinamento delle potenzialità di sviluppo.

Una tale direzione di impegno educativo richiede e sollecita il radicamento nei bambini dei necessari atteggiamenti di sicurezza, di stima di sé, di fiducia nelle proprie capacità, di motivazione alla curiosità. Richiede inoltre l’apprendimento a vivere in modo equilibrato e positivo i propri stati affettivi, a esprimere e controllare i propri sentimenti e le proprie emozioni, nonché a rendersi sensibili a quelle degli altri.

La scuola dell’infanzia di Locate si adopera per creare luoghi e occasioni particolarmente favorevoli a orientare i bambini a riconoscere e apprezzare l’identità personale anche connessa alle differenze di genere, a cogliere la propria identità culturale, i valori specifici della comunità di origine e di quella ospitante in vista della convivenza tra culture diverse.

 Per quanto riguarda i bambini in situazione di handicap, la Scuola dell’Infanzia contribuisce in modo significativo a sviluppare un concetto di identità positiva, valorizzando le capacità funzionali e strumentali, trovando le connessioni con i tratti comuni agli altri bambini senza ignorare i bisogni particolari che derivano dal deficit.

 

b) alla conquista dell’autonomia intellettuale, morale ed estetica

Tale prospettiva richiede che venga sviluppata e rafforzata nei bambini la capacità di orientarsi e compiere scelte personali in contesti relazionali diversi, guidandoli all’ osservazione del mondo che li circonda e scrutando mondi lontani.

Ciò significa guidare i bambini a  rendersi  disponibili all’interazione costruttiva con il diverso da sé e con il nuovo, aprendosi alla scoperta, all’interiorizzazione e al rispetto di valori quali la libertà, la dignità,  la bellezza, il rispetto di sé, degli altri, dell’ambiente pensando con la propria testa e sognando con il proprio cuore.

 

c)  allo sviluppo della conoscenza e della competenza

In questo ambito si tende a sviluppare conoscenza e competenza inducendo  a consolidare nei bambini abilità sensoriali, percettive, motorie, linguistiche e intellettive, impegnandoli nelle prime forme di riorganizzazione dell’esperienza e di esplorazione e ricostruzione della realtà.

La Scuola dell’Infanzia valorizza l’intuizione, l’immaginazione, l’intelligenza creativa per l’affinamento del senso estetico e del pensiero scientifico.

Stimola, attraverso il gioco, la comunicazione con linguaggi verbali e non verbali (gesto, suono, odore, immagine), la relazione intesa sia quale interazione affettiva che culturale, la fantasia con l’immedesimazione in mondi mitici, fiabeschi e l’intelligenza creativa nella vita quotidiana.

C A M P I   d’E S P E R I E N Z A

(Le affermazioni  che seguono sono tratte da:

-        “Indicazioni per il curriculo della scuola dell’Infanzia” MPI – Roma, 2007

-        “Indicazioni nazionali per i Piani personalizzati delle Attività Educative della scuola    dell’Infanzia” MIUR – Roma, 2004

-        Gabriele Boselli  Ispett. Tecnico P.I.  articoli vari dalla rivista: “L’educatore scolastico” e altre e opportunamente e liberamente rielaborati.

 

- Il sé e l’altro (le grandi domande, il senso morale, il vivere insieme)

La coscienza dell’io nasce quando i bambini, ancora piccolissimi, scoprono la differenza tra io e tu. E’ dunque, di solito, all’interno del complesso rapporto del bambino con la madre e con i suoi primi interlocutori che nasce il senso di sé, quando a un primo vissuto indifferenziato succede la scoperta della differenza tra la soggettività e l’alterità: nasce il “tu”.

 

Vivere in una comunità più ampia di quella familiare porta alla scoperta della necessità di darsi delle regole comportamentali indispensabili per la convivenza. Tali esperienze consentono la presa di coscienza di norme più generali su cui si fonda l’organizzazione sociale nonché di diversi contesti valoriali.

Questo aspetto attiene, in particolare, allo sviluppo etico-morale.

 

Lo sviluppo emotivo e affettivo ha come impegni la promozione dell’autonomia, la capacità di riconoscere ed esprimere emozioni e sentimenti, di canalizzare l’aggressività verso atteggiamenti costruttivi, il rafforzamento della fiducia, dello spirito di amicizia.

Viene  pure sviluppata la capacità di comprendere il punto di vista dell’altro e di rendere comprensibile il proprio, di assumere iniziative autonome.

Riguardo allo sviluppo sociale, può essere utile la conoscenza dell’ambiente culturale e delle sue tradizioni. Ciò consente anche di sviluppare il rapporto con il passato attraverso la ricostruzione di eventi riferibili anche alla personale storia del bambino.

 

Attenzione particolare spetta all’educazione interculturale che esige la maggior attenzione possibile per conoscere, riconoscere, valorizzare le diversità e le differenze. Appare opportuno, in questa prospettiva, soffermarsi sugli elementi di somiglianza che accomunano tutti gli esseri umani e sugli elementi di differenza riscontrabili sulle diverse risposte culturali.

 

2 - Il corpo in movimento (identità, autonomia, salute)

Costituisce la condizione funzionale, relazionale, comunicativa, cognitiva e pratica. E’ una delle espressioni della personalità.

L’attività educativa è volta essenzialmente a promuovere la presa di coscienza del corpo: dalla dominanza del “corpo vissuto” alla prevalenza della discriminazione percettiva e alla rappresentazione mentale del proprio corpo statico e in movimento.

Si ritiene perciò importante  sviluppare le capacità senso-percettive, di coordinazione, di progettazione e attuazione di strategie motorie e di intuizione-anticipazione di quelle altrui.

 

L’educazione alla salute sarà avviata fornendo, in modo contestuale alle esperienze di vita, le prime conoscenze utili alla cura del proprio corpo.

 

L’insieme delle esperienze motorie e corporee vissute costituisce un significativo contributo allo sviluppo di un’immagine costitutiva di sé.


La forma privilegiata di attività motoria è rappresentata dal gioco che sostanzia e realizza il clima ludico che caratterizza tutta la vita della scuola dell’infanzia adempiendo anche a rilevanti e significative funzioni, da quella cognitiva a quella socializzante a quella creativa.

 

 

3 - I discorsi e le parole  (comunicazione, lingua, cultura)

L'educazione alla lingua va collocata entro un più ampio orizzonte riferito alla comunicazione in particolare di tipo orale e al primo contatto con la lingua scritta.

La lingua si apprende entro contesti vari e diversificati.  E’ utile avere relazioni linguistiche con interlocutori diversi per età, ruolo, collocazione spaziale, temporale.

Le finalità educative riguardano la fiducia in sè, la disponibilità a riconoscere il diritto altrui alle proprie idee, l'impegno a farsi un'idea personale, ad  ascoltare e comprendere, a dialogare, a esprimere una stessa esperienza in modi diversi.

Si parla anche perchè si ha fiducia in sè. E' fondamentale sollecitare il radicamento della sicurezza e della stima di sè. Ciò può avvenire attraverso le parole e l'atteggiamento di conferma dell'adulto nel senso dell’accettazione, interesse, partecipazione, ascolto.

La parola ha effetti decisivi sul piano dell'identità personale. L’adulto è potente suggeritore di identità. Attraverso la parola e, più in generale attraverso il processo comunicativo e relazionale, si costituisce il sè. L'Io è costituito dalla relazione con altri Io. Solo nella relazione avviene la scoperta di sè. La nostra identità viene formata dalla parole e dai vissuti che quelle parole hanno evocato.

 

A scuola, i bambini sono immersi in un mondo alfabetico.

E’ fondamentale l’interazione con i libri, sia come fruitori che produttori. Il libro viene vissuto come oggetto di gioco, di piacere, come esperienza gratificante, divertente, come luogo di fantasia. Bisogna dare libri da giocare per far sì che sia sviluppata un'esperienza positiva. Non va presentato come fatica.

La presenza del libro prima di leggere può avere un impatto di grande fascino. Le fiabe in particolare e la narrazione in genere rivestono una funzione formativa fondamentale.

Educare è opera di parola.

Fin dalla nascita l’essere umano è dentro un universo linguistico.

Ogni processo di comprensione è di tipo linguistico; ogni incontro con il mondo è incontro con le parole. La nostra visione del mondo, la nostra esperienza si costituiscono nella lingua.

Essenza dell'uomo è la parola..

Noi siamo anche e soprattutto tutte le parole che ci sono state dette.

La lingua fa dell'uomo quell'essere vivente che egli è in quanto uomo

La parola consente di ordinare l'universo interno ed esterno al soggetto; consente di comprendere, interpretare e quindi di intervenire e di trasformare le cose.

Dalla qualità della lingua dipende la qualità di visione del mondo. Se la lingua è ricca si può vedere in modo più appropriato.

 

4  -   Linguaggi, comunicatività, espressione  (gestualità, arte, musica, multimedialità)

Si fa qui riferimento a tutte le attività inerenti alla comunicazione ed espressione corporea, manipolativo-visiva, sonoro-musicale, drammatico-teatrale, audiovisuale, massmediale, informatico-telematico e al loro continuo intreccio.

E’ nell’età della scuola dell’infanzia che la produzione infantile passa da una fase nella quale prevale l’istanza di espressione (scarabocchio, movimento fine a se stesso) a quella in cui i bambini scoprono la possibilità della rappresentazione di se stessi e del mondo.

L’orientamento educativo consiste nell’impiego della multimedialità

 

5 - La conoscenza del mondo (ordine, misura, spazio, tempo, natura)

 

Questo campo di esperienza si rivolge in particolare alla capacità di interpretare i fenomeni da un punto di vista matematico e scientifico, facendo emergere gli aspetti quantitativi ed operando su di essi sia sul piano concreto che rappresentativo.

In questo senso risultano operazioni significative quelle inerenti l’osservazione della cose, delle persone, dei fenomeni, della natura (individuare proprietà, riconoscere proprietà comuni a più oggetti….), l’ interpretazione in senso quantitativo e qualitativo (operare stime numeriche, quantificazioni e numerazioni, classificare, seriare….), l’intervento (risoluzione di problemi, previsioni, ipotesi…).

Situazioni che possono stimolare lo sviluppo di processi di natura scientifica si basano sulla manipolazione, sul gioco, sull’esplorazione, l’osservazione, il confronto, il rappresentare.

 

L’attività educativa avviene in due fondamentali direzioni:

- raggruppare e ordinare, contare e misurare, confrontare

- localizzare: percorrere lo spazio, occuparlo, osservarlo, rappresentarlo con parole, schemi, disegni, modelli, costruzioni.

 

E’ opportuno sviluppare la capacità di esplorare la realtà naturale e artificiale, progettare e inventare forme derivate dalla realtà o del tutto nuove, oggetti, spazi dell’ambiente, ideare storie, realizzare giochi.

 Per contribuire a rafforzare la capacità di espressione linguistica, è opportuno promuovere anche la comprensione dei quantificatori e dei connettivi logici.

Appare utile avvalersi di un ampio contesto di attività (vita quotidiana, storia personale, fiabe, conte, mappe, tracce, ritagli, piegature, mosaici, incastri…..) e di una pluralità di materiali (acqua, foglie, sassi, sabbia…) che coinvolgano tutti i sensi (tatto, olfatto, udito, gusto, vista).

Va adeguatamente accompagnata e potenziata la curiosità.

 

Documentazione
Compito delle docenti è l’osservazione occasionale e sistematica dei bambini e delle loro attività, per cogliere e valutare (analisi, contestualizzazione)  le loro esigenze  e porre le basi per proposte educative sempre più mirate  da porre all’attenzione e alla condivisione delle famiglie.

In tal modo la scuola si organizza per promuovere, sostenere, rafforzare le capacità dei bambini nelle diverse situazioni.

Particolare importanza riveste la documentazione al momento del passaggio alla scuola primaria, in termini di scambio di informazioni tra i docenti, per un percorso graduale, consapevole, condiviso anche con le famiglie.

 

Note particolari relative all’organizzazione 

 

Le finalità pedagogiche della Scuola dell’Infanzia trovano traduzione qualora si realizzino le conseguenti condizioni organizzative. Sono queste da intendersi come una sorta di curricolo implicito poiché ogni modello  organizzativo influenza la persona sia del bambino che dell’adulto. C’è un insegnamento insito in ogni organizzazione.

 

La struttura per sezioni garantisce la continuità delle relazioni, facilita i processi di identificazione. Occorre però anche favorire occasioni di intersezione che creano dinamiche più stimolanti, consentono un impiego più articolato degli spazi e dei materiali.

 

L’uso plurimo degli ambienti offre la possibilità di articolarli (angoli, laboratori, centri di interesse, spazi personali, botteghe) consentendo di arricchire il vissuto spaziale. Analogamente le forme variegate di aggregazione (a coppia, in piccoli gruppi, a grande gruppo, in percorsi personalizzanti) permettono di esperire una poliedrica vita relazionale.

Attenzione viene posta nella sistemazione dei vari ambienti, in quanto gli spazi devono parlare dei soggetti-persone che li abitano, della loro identità, dei progetti, delle realizzazioni, della creatività, del gusto estetico.

 

L’accoglienza, le routines, le attività libere e strutturate, le esperienze di gruppo e quelle personalizzanti richiedono un’attenta considerazione dei tempi necessari per realizzare un sereno alternarsi di proposte che richiedono una diversa intensità di impegno.

 

 

LE ATTIVITA’ RICORRENTI 

 

La scuola dedica attenzione particolare, per consentire ai piccoli di ritrovare sicurezze affettive e relazionali e per esercitare condotte sempre più autonome,  ai seguenti momenti/attività che ricorrono in tutte le giornate scolastiche:

il momento dell’entrata e dell’uscita da scuola;

il momento della consumazione del pasto  (procedure, regole, rotazione nello svolgimento degli incarichi, etc.)

il momento della ricreazione in salone

il momento del riposo pomeridiano (per i più piccoli) .

 

GLI SPAZI EDUCATIVI 

Avendo alla base la consapevolezza dell’importanza dello spazio come sfondo ed elemento mediatore dei percorsi educativi, si è cercato di individuare nella scuola ambiti che possono favorire attraverso attività e giochi la comunicazione e l’espressione tra i soggetti che la abitano.

Non si è trattato di attivare solo qualche aggiustamento marginale allo spazio già esistente, bensì di affrontare la questione in sede di programmazione, così che le finalità pedagogiche della scuola si riflettessero correttamente nel suo modello organizzativo.

Le aule 

Verde, Arcobaleno, Gialla, Lilla, sono aule  molto spaziose; sono stati posti tavoli centrali e qualche angolo per giochi tranquilli.

Arancio, Rossa, Blu sono classi ampie divise con tavoli e con angoli per giochi simbolici (cucina, pista, costruzioni,…). Si è potuto ricavare da una porzione di sezione uno spazio adibito a dormitorio.

I saloni

1° Salone

- Delineato con armadietti per creare spazi simbolici (davanti alle due sezioni omogenee dei bambini di tre anni)

Uno spazio travestimenti per tutti i bambini ( tre e cinque anni)

In centro vi è una struttura con scivoli e tunnel per il gioco libero.

2° Salone

Utilizzando gli armadietti davanti alle sezioni, sono stati creati tre spazi per il gioco libero. Tali spazi sono attrezzati con piccoli scivoli e castelli e con svariati giochi.

Dormitorio

L’aula di psicomotricità è diventata aula del sonno vista l’esigenza di molti bambini di tre anni.

I bagni

Ciascuna sezione e l’aula sonno hanno annessi i servizi igienici a dimensione di bambino che possono essere autonomamente utilizzati sotto la guida delle docenti.

 

 

 

I  LABORATORI 

 

Laboratorio musicale 

Non avendo altri spazi a disposizione, il mercoledì mattina sono accatastate le brandine nell’aula del sonno e si svolge attività musicale ( per i bambini di 4 anni) con l’esperta affiancata dall’insegnante (fino alla fine di Dicembre). In un armadietto si trovano gli strumenti musicali.

 

Laboratorio di inglese 

E’ stato ricavato nello spazio dove si svolge il prescuola (piccolo locale). I bambini di 5 anni svolgono tale giocosa attività con l’esperta affiancata da un’insegnante con l’utilizzo di un libro didattico, il lunedì mattina.

 

Laboratorio psicomotorio 

Dal mese di Gennaio per tre mesi si svolgerà attività psicomotoria (per bambini di 3 anni) con l’esperto affiancato da un’insegnante in un giorno della settimana da definire. Per tale attività si utilizzerà l’aula del sonno.

Materiale previsto: materassi e cuscini di varie dimensioni, teli, palle, cerchi, corde, bastoni, mattoni ecc.

 

Laboratorio teatrale

Sempre nell’aula del sonno si svolgerà dal mese di Febbraio a giugno, scaglionata per età (3, 4, 5 anni) in un giorno settimanale diverso, l’attività teatrale con la presenza di esperti (gruppo Gennaro Ponticelli). Si concluderà tale esperienza con una rappresentazione.

 

Educazione sanitaria in collaborazione con l’ASL MI2: prevede attività/progetti inerenti a: educazione alimentare- prevenzione dentale – educazione stradale – sicurezza nella scuola.

 

Laboratorio computer

Questo laboratorio permette ai bambini di cinque anni di fare le prime esplorazioni con il computer in un clima giocoso e divertendo proponendo attività che servono a far acquisire sicurezza, padronanza e al tempo stesso aiutano i bambini a lavorare e apprendere insieme.

 


 

RAPPORTO SCUOLA - FAMIGLIA

La nostra scuola mira a creare un clima di dialogo, confronto e aiuto reciproco coinvolgendo i genitori nei progetti educativi.

A tale scopo si identificano durante l’anno scolastico diversi momenti di confronto.

 

Rapporto quotidiano con le famiglie

Pur non essendo un momento programmato e privilegiato per lo scambio di informazioni, risulta significativo per le famiglie e molto rassicurante per la sua quotidianità; inoltre permette un tempestivo intervento per eventuali necessità quotidiane del bambino.

 

Colloquio individuale per i nuovi iscritti

Questo colloquio si effettua, quando richiesto, prima dell’inizio della frequenza e tende a:

Far conoscere ai genitori i docenti e creare un reciproco clima di fiducia

Ricavare il massimo di informazioni relative alla storia del bambino attraverso domande guida

Fornire informazioni sull’organizzazione della scuola e sulle attività didattiche

Formulare, sui dati ricavati assieme ai genitori, interventi adeguati per agevolare il momento dell’inserimento

 

Colloquio individuale

Durante l’anno scolastico su richiesta dei genitori o delle insegnanti

A fine triennio per tutti i genitori dei bambini dell’ultimo anno con presa visione della scheda di passaggio alla scuola elementare e degli elaborati dei bambini allegati alla stessa

 

Assemblee di classe

Sono volte a fornire informazioni sullo svolgimento delle attività didattiche ed a raccogliere i pareri delle famiglie

 

Consigli di intersezione

Momento di scambio e verifica della progettazione educativa tra scuola e famiglia con confronti, informazioni ricerca di soluzioni per eventuali problematiche emerse

 

Feste e rappresentazioni

In occasione del Natale e alla fine dell’anno scolastico si organizzano feste nelle quali i genitori sono coinvolti a vario titolo, sia come spettatori sia come collaboratori attivi. Queste iniziative, molto sentite e suggestive, sono utilizzate come metodo attivo per meglio far comprendere alle famiglie i progetti e le attività svolte nella scuola.

 

OSSERVAZIONI  VERIFICHE  E  VALUTAZIONI

I momenti di osservazione, verifica, e valutazione dei risultati sarà sistematica nei tempi e con gli strumenti delineati in sede di programmazione didattica

 

 

Griglia di rilevazione  situazione di classe                                       ottobre-giugno            

Osservazione individuale iniziale e finale  di ogni bambino

Scheda di passaggio  individuale scuola materna/scuola primaria               maggio

                                                                                                              

 

Si considerano momenti significativi dell’attività educativa e didattica il periodo d’inserimento dei nuovi iscritti ed il passaggio alla scuola elementare dei bambini di 5/6 anni a questi due momenti è dedicata particolarmente attenzione in sede di programmazione.

OBIETTIVI  GENERALI DELLA PROGRAMMAZIONE

 

Le insegnanti nel definire gli obiettivi generali della programmazione educativa tengono conto:

 

-        dei bisogni dei bambini dai tre ai sei anni;

-        delle finalità della scuola materna

 

BISOGNI DEI BAMBINI

ü     costante attenzione e disponibilità da parte dell’adulto;

ü     stabilità e positività nelle relazioni;

ü     arricchimento delle interazioni sociali;

ü     possibilità di esplorazione, scoperta, partecipazione e comunicazione;

ü     conquista dell’autonomia;

ü     conferimento di senso dell’esperienza;

 

COME FINE GENERALE DELL’ATTIVITÁ EDUCATRICE SI ASSUMONO LE FINALITÁ ESPRESSE dalle “Indicazioni Nazionali per il Curricolo

ü     Maturazione dell’identità;

ü     Conquista dell’autonomia;

ü     Sviluppo delle competenze;

 

 

La Scuola ha quindi FINALITA’:

 

generali :        Promuovere la formazione integrale della personalità del bambino

specifiche:      Acquisire capacità e competenze di tipo:

-        comunicativo

-        espressivo

-        logico

 

Maturare e organizzare componenti  

-        cognitive

-        affettive

-        sociali

-        morali

 

METODOLOGIA E PERCORSO FORMATIVO

 

Metodologia

 

Per attuare i suoi compiti la scuola materna favorirà l’articolazione di attività sia strutturale sia libere, differenziate progressive e mediate in un ambiente di vita accogliente e motivante (orientamenti 1991 cap.IV; didattica e organizzazione per delineamenti del metodo)

Connotati essenziali della metodologia:

 

VALORIZZAZIONE DEL GIOCO

Risorsa privilegiata di apprendimento e relazione

Mezzo per la strutturazione di rapporti attivi e creativi sia in campo cognitivo che relazionale

 

L’ESPRESSIONE E LA RICERCA

Mezzo per valorizzare la curiosità originaria, le proposte e le iniziative del bambino

 

VITA DI RELAZIONE

con la regia dell’insegnante

evitando l’artificiosità

nel gruppo ristretto

nel gruppo allargato

organizzando un clima sociale positivo

 

MEDIAZIONE DIDATTICA

Utilizzo dei materiali strutturali ed informali per manipolare, ordinare, comprendere, memorizzare, rappresentare, organizzare, conoscere.

Le insegnanti organizzano tempi, spazi, informano sull’utilizzo del materiale.

 

ALTERNATIVA DELL’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA

In ottemperanza a quanto disposto a livello legislativo sono programmate attività alternative per i bambini che non si avvalgono dell’insegnamento della Religione Cattolica.

Si sono progettate due soluzioni:

 

INSERIMENTO IN SEZIONE PARALLELA

Il bambino sarà inserito in una sezione diversa dalla propria dove parteciperà alle attività educative in corso. Tutto ciò è possibile in quanto nelle nostra scuola si programma per progetti a livello di intersezione. Pertanto il bambino inserito troverà nella classe attività inerenti ad un progetto che già conosce.

 

RECUPERO ATTIVITÁ

Nei casi di bambini con scarsa frequenza, le ore saranno utilizzate per il recupero delle attività.

 

 

 
Istituto Comprensivo "don Milani" Via don Milani snc Locate di triulzi (MI) Tel.02/90780494 e-mail:MIIC88500B@istruzione.it Pec:MIIC88500B@PEC.istruzione.it C.M.: Istituto Comprensivo:MIIC88500B, Infanzia: MIAA885018, Primaria: MIEE88501D, Secondaria I°: MIMM88501C